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Cosa vuol dire essere un bravo genitore?”

Quante volte nella testa ti sei fatto questa domanda: “Cosa vuol dire essere un bravo genitore?” O magari, se per caso ancora non hai figli, quante volte magari hai pensato se sarai un bravo genitore?

Beh, devi sapere, che è un dubbio tipico della maggior parte delle persone, ma soprattutto è un quesito a cui è difficile dare una risposta concreta, anche perché è molto soggettiva e personale.

Fino a qualche anno fa, come ammette anche il nostro Family Coach Francesco Chesi nel video, per un padre, essere un bravo genitore significava dedicarsi pienamente al lavoro e non fare mancare nulla alla famiglia e, ancora di più, ai propri figli.

Per questo molto spesso la quantità di regali era lo strumento migliore per misurare l’indice di bravura di un papà. Per le madri invece il compito consisteva nel seguire i figli nello studio e nelle altre attività e nel vestirli in modo adeguato in ogni occasione.

Ciò che conta realmente invece, e su cui ti consigliamo di porre il focus, è che il vero obiettivo non è essere un bravo genitore, bensì essere un genitore consapevole in grado sia di evitare certi errori sia, soprattutto, di portare i tuoi figli ai 16 anni circa, cioè quell’età che la pedagogia definisce “dell’adultità”, nel modo corretto.

Cosa vuol dire?

Significa semplicemente far sì che i tuoi figli a quel punto della loro vita siano indipendenti, ovvero in grado di decidere e scegliere liberamente senza farsi condizionare dalle altre figure o dall’ambiente in cui crescono, e resilienti, cioè capaci di affrontare con equilibrio ogni situazione, senza perciò farsi governare dalle emozioni ma sapendole gestire in autonomia.

Non solo, essere un genitore consapevole vuol dire far sì che i figli arrivino a 16 anni stando lontano dalle tenebre delle dipendenze (specialmente droga e alcol), della delinquenza e della depressione perché sono pienamente consci dei danni che possono fare questi mali.

Come vedi, rispondere alla domanda “Sono o sarò un bravo genitore?” è piuttosto complesso e soprattutto soggettivo, mentre definirsi “genitore consapevole” è più semplice e oggettivo. Inoltre è un aspetto che si può imparare attraverso delle conoscenze teoriche precise e degli appositi strumenti pratici da applicare nella relazione con i propri figli.

Per questo noi abbiamo chiamato “Genitori Consapevoli” la terza tappa del nostro percorso WeFamily: è una meta intermedia del cammino che porta ogni individuo a costruire la propria Famiglia Consapevole partendo da essere un Figlio Consapevole.

Ricordati che il futuro tuo, dei tuoi figli e della tua famiglia dipende da te.
Buona Vita, Il Team di WeFamily

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